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Società e cultura: argomenti d'interesse generale

Perché non parlo più di razzismo con le persone bianche

Reni Eddo-Lodge

Libro: Copertina morbida

editore: E/O

anno edizione: 2021

pagine: 232

Nel febbraio del 2014 una giovane blogger britannica pubblicava un post intitolato "Perché non parlo più di razzismo con le persone bianche". In quella manciata di righe dichiarava al mondo di non essere più emotivamente in grado di gestire il muro di incredulità e negazione che si trovava davanti ogni volta che affrontava l'argomento e di non voler più tentare di superare un divario comunicativo che sembrava incolmabile. Il post, divenuto virale nel giro di poche ore, ebbe un risvolto inatteso: una valanga di messaggi da parte di lettori bianchi che la imploravano di non smettere, per non privare il mondo di uno sguardo così lucido, vitale e prezioso. Questo libro è il risultato di anni di ricerche, confronti e interviste e di quella conversazione mai interrotta. Partendo dall'eredità dello schiavismo e del colonialismo, Reni Eddo-Lodge mostra con semplicità come il razzismo non sia un pregiudizio individuale o una prerogativa di frange di estremisti, ma un sistema politico radicato in profondità a ogni livello delle nostre istituzioni e della nostra organizzazione sociale - un «razzismo strutturale», determinato a mantenersi ben saldo al potere grazie a un esercito di insospettabili servitori: tutti noi. Attraverso concetti chiave come privilegio bianco, colour-blindness e soprattutto bianchezza - intesa non come colore della pelle, ma come un'ideologia politica che si posiziona come la norma di valori e saperi, emarginando chiunque non la rispecchi - il testo esplora le manifestazioni più subdole e invisibili di una discriminazione sistemica, capace di infettare ogni piega della nostra società: l'istruzione, il lavoro, la sanità, le politiche abitative, il giornalismo, il cinema e la letteratura, gli ambienti progressisti e femministi. Con pagine documentatissime e una prosa fulminante, Reni Eddo-Lodge ci consegna un libro-manifesto destinato a lasciare un segno, uno strumento irrinunciabile per cambiare il nostro sguardo e prendere atto della nostra responsabilità di cittadini del presente. E ci affida, al tempo stesso, una chiave per costruire il mondo di domani: un mondo più giusto, libero e consapevole, in cui libri come questo «non dovranno più essere scritti».
16,50

Io c'ero davvero. Reportage da due virus: il Covid e il giornalismo

Gianpaolo Ormezzano

Libro: Copertina rigida

editore: Minerva Edizioni (Bologna)

anno edizione: 2021

pagine: 191

«Il mondo non aveva nessun bisogno di questo libro, mentre ne avevo io di scriverlo, per sgravarmi di fortune, fatiche, incubi e anche (e soprattutto) allegrie spesso esagerate ergo colpevoli. È nato come rassegna mia onanistica delle cose buffe, tragiche, buffe, strane, buffe, interessanti, buffe, assurde, buffe, belle, buffe, brutte arrivatemi addosso e rimastemi dentro dal diciamo 1953, primo articolo su "Tuttosport", a stamattina, con i massimi attori-campioni mondiali nel mio vasto diorama sportivo. Mi hanno detto che con 25 Olimpiadi (estive e invernali) sono diventato primatista mondiale di giornalismo ai Giochi e non me ne frega niente. Sono soltanto dispiaciutello per la fine del mio giornalismo diciamo classico, quello dell'andare-vedere-raccontare. Io di quella mucca sacra ho munto e bevuto tanto latte, bene così (per me). Adesso i giornalisti sportivi e non solo fanno montare il latte spesso rancido dalla televisione, lavorando comodi a casa. Il "viaggio" massimo rischia di diventare quello per raggiungere la redazione, se ancora esiste e non è un ologramma tecnologico. A libro appena finito il Covid mi ha aggredito. Me la sono cavata, ribaltando certi pronostici del genere scientifico-gufesco. Cinque diversi ricoveri in un mese tutto tremendo. Con anni 85 e polmoni 2 invasi dal virus, non è stato il caso di impegnare la macchina della terapia intensiva. Mi hanno salvato le mentine (vedasi biografia) al posto delle sigarette. E ne è uscito l'ennesimo mio reportage, il più sofferto direi. In paragone a esso, la minirassegna finale di articoli significativi e cosine giornalistiche varie può sembrare una lunga mia gita nel paese dei balocchi.» (l'autore)
18,00

Prelibatezze e curiosità nel piatto di Napoleone. Menu imperiali, arte culinaria e bon ton ai tempi di Bonaparte

Ada Corneri

Libro: Copertina morbida

editore: Il Leone Verde

anno edizione: 2021

pagine: 134

Quali erano i gusti di Napoleone a tavola? Davvero amava così tanto il pollo alla Marengo e teneva sempre a portata di tazza i moderni dadi di brodo solubile? Dalla semplice culotte bouillie al millefoglie tutto crema, sono tante le portate legate al nome di Bonaparte. Perché quindi non provare a cucinare i suoi piatti preferiti secondo i menu di un'etichetta imperiale? Prendiamo una base di ricette, una spolverata di storia, qualche fiocco di bon ton e un pizzico di aneddoti: voilà, il libro è servito! Bon appétit!
12,00

La mano scrive il suono

Marco Conti

Libro: Copertina morbida

editore: Archinto

anno edizione: 2021

pagine: 117

I luoghi, la memoria, lo straniamento della lontananza. Marco Conti scandisce questi versi in pagine che attraversano un intero decennio del nuovo secolo. Il tema del tempo scaturisce da scenari collocati nell'ambito del viaggio o dell'anabasi, cioè del ritorno verso un paesaggio interno, visitato come luogo originario, mitico, e continuamente interpellato.
16,00

I dannati del Covid. Terrorizzati, ignorati, abbandonati, impoveriti. Il mostro cinese in 12 storie estreme

Maria Giovanna Maglie

Libro: Copertina rigida

editore: Piemme

anno edizione: 2021

pagine: 201

Il coronavirus si è meritato il titolo di "mostro cinese": le omissioni e le bugie della Cina (e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità) hanno portato a una tragedia globale. I dannati del Covid ripercorre un anno e mezzo da incubo attraverso dodici storie esemplari e terribili. C'è il medico cristiano di Wuhan che sfidò le autorità cinesi lanciando per primo l'allarme, e che fu messo a tacere, arrestato e poi riabilitato solo dopo la morte per coronavirus. C'è chi ha impiegato mesi per guarire dal Covid ma è stato licenziato; chi per giorni non ha saputo niente di suo padre, salvo poi scoprire che è morto solo in un reparto d'ospedale; chi ha rischiato di perdere la vita perché non è stato protetto mentre di vite ne salvava a decine. Ma ci sono anche piccoli imprenditori, commercianti e ristoratori che hanno dovuto chiudere i battenti o che affogano nei debiti, frustrati dalla gestione delle riaperture e degli aiuti pubblici.
17,90

Il delitto di Giarre. 1980: un «caso insoluto» e le battaglie del movimento LGBT+ in Italia

Francesco Lepore

Libro: Copertina rigida

editore: RIZZOLI

anno edizione: 2021

pagine: 192

Quasi abbracciati e mano nella mano, uccisi entrambi da un colpo di pistola alla testa. Furono trovati così, il 31 ottobre 1980, sotto un enorme pino marittimo nella Vigna del Principe a Giarre, i corpi del venticinquenne Giorgio Agatino Giammona e del quindicenne Antonio Galatola, detto Toni. I due erano scomparsi quattordici giorni prima. Subito, nella cittadina del catanese, si inizia a vociferare di doppio suicidio, o di omicidio-suicidio. Per tutti, in paese, le vittime erano i ziti - «i fidanzati» - e Giorgio veniva ormai da tempo additato quale puppu cu bullu: un «frocio patentato», insomma, accusato di aver traviato un giovane innocente. A rendere inaccettabile quella relazione è, in realtà, solo l'orientamento sessuale dei due: a quella stessa società sembra assolutamente normale che una sorella di Toni sia andata via di casa a dodici anni, e a quindici sia già madre. Intanto, mentre i parenti delle vittime si affannano a negarne l'omosessualità, le indagini si infrangono contro un muro di silenzio e i punti da chiarire restano tanti. Com'è possibile che i cadaveri siano stati rinvenuti in una zona battuta, a poche centinaia di metri dalla caserma dei carabinieri? E come conciliare la posizione dei corpi e la traiettoria dei proiettili con l'ipotesi di suicidio-omicidio? Infatti, di lì a pochi giorni, il tredicenne Francesco Messina - nipote di Toni - confessa: i due l'hanno supplicato di ucciderli, e sono arrivati persino a minacciarlo di morte se non li avesse aiutati. Poi, però, il ragazzino ritratta, sostenendo di aver confessato dietro pressione delle forze dell'ordine. Quello che è certo è che Giorgio e Toni sono morti del pregiudizio di una intera comunità nei loro riguardi. La vicenda scosse fortemente l'opinione pubblica, che fu portata per la prima volta a riconoscere l'esistenza dell'effettiva discriminazione verso le persone omosessuali. Come diretta conseguenza nacque il Fuori! di Catania. E, il 9 dicembre 1980, a poco più di un mese dal ritrovamento dei corpi dei due ragazzi fu costituito a Palermo su organizzazione di don Marco Bisceglia il primo nucleo di Arcigay, la più importante associazione LGBT+ italiana. Attraverso l'attenta ricostruzione del delitto (alla luce degli articoli coevi, di testimonianze provenienti dall'ambiente familiare degli ziti, da quello civico giarrese e da quello degli attivisti/e) Francesco Lepore racconta quattro decenni di battaglie e rivendicazioni del movimento LGBT+ italiano.
17,00

Altri confini. Storia, mobilità e migrazioni di una rete di famiglie Rudari tra la Romania e l'Italia

Sabrina Tosi Cambini

Libro: Copertina morbida

editore: MIMESIS

anno edizione: 2021

pagine: 300

Attraverso uno sguardo pendolare, ora più approfondito sulla realtà di provenienza ora più su quella di arrivo, si traccia la storia di una rete di famiglie che interseca la grande Storia tra la prima e la seconda guerra mondiale, lo spostamento dei confini romeni-bulgari e lo scambio delle popolazioni, l'arrivo del comunismo, l'abbandono del mestiere di lingurari (fabbricatori di utensili in legno per la casa), la fine del regime, l'incremento della povertà, la partenza. Dalla "costruzione di una comunità", si passa alla ricostruzione dei percorsi migratori, dei loro motivi, priorità e scelte. Quella che presentiamo è una mobilità sofferente, i cui protagonisti trovano nell'intimità culturale possibilità di ancoraggio che permettono loro di affrontare la molteplicità delle insicurezze sociali, alle quali trasversalmente la maggior parte della popolazione è sempre più esposta. Le loro vite parlano anche delle nostre, in una circolarità riflessiva che permette di collocarli e collocarci in una storia comune.
28,00

Visioni d'Oriente. Stereotipi, impressioni, rappresentazioni dall'antichità ad oggi

Libro

editore: Pavia University Press

anno edizione: 2021

pagine: 218

"Visioni d'Oriente" raccoglie una serie di riflessioni su un tema - quello della complessa relazione tra Occidente e Oriente - che è da millenni al centro dell'attenzione di intellettuali e artisti, pacifisti e bellicisti, assolutisti e relativisti, Occidentali e Orientali. Raccoglie le voci di alcuni autorevoli studiosi italiani: voci nuove su argomenti noti, ma così complessi da meritare di essere riconsiderati e riattualizzati; voci esperte su temi nuovi, che emergono da un presente dinamico e in rapidissima evoluzione. "Visioni d'Oriente" rimette al centro il tema dell'incontro-scontro tra identità, attraverso un approccio storico capace di stimolare un dibattito libero da ogni pregiudizio e revisionismo. Responsabili scientifici del progetto sono Donatella Mazza, Clelia Mora e Cesare Zizza.
28,00

Le donne segrete. Conoscersi meglio per star bene con se stesse

Rosa Bochicchio

Libro: Copertina morbida

editore: Golem Edizioni

anno edizione: 2021

pagine: 112

Il lavoro di Rosa Bochicchio viene in aiuto facendo comprendere alla lettrice (ma anche al lettore) il senso dell'importanza della conoscenza del corpo inteso come strumento di relazione con l'altro. L'autrice ripercorre in modo chiaro ed esaustivo le strette correlazioni tra corpo e psiche e offre un ventaglio di soluzioni a problemi che diventano tali più per la percezione di chi li vive che non per la reale portata o difficoltà della soluzione. Poter condividere le proprie ansie e le proprie angosce rappresenta un primo passo significativo verso il superamento delle stesse, così come il rendersi conto che anche quando sono presenti delle reali difficoltà fisiche, o psicologiche, queste possono essere affrontate e superate grazie all'aiuto di uno specialista. Questo libro aiuta le donne che vivono con difficoltà la loro sessuali, o rischiano di non viverla affatto, a sentirsi meno sole e a sapere che c'è sempre una porta da aprire dove trovare aiuto e conforto, perché, proprio per l'importanza che ha la relazione sessuale nella vita di ciascuno è fondamentale essere e sentirsi "soggetto sessuale" e non "oggetto sessuale".
16,00

Ina e Ludwig

Tommaso Di Francesco

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2021

pagine: 80

Ispirato ad una vera pagina di diario sulla terribile condizione di vita nelle campagne romane nel periodo della fine della Prima guerra mondiale, è il racconto di un incontro, improbabile ma possibile, tra la fragilità di una bambina che tutti considerano "disabile", Ina, e la disillusione di una ragione luminosa ma introversa, quella di Ludwig, un militare austriaco prigioniero, che adombra la figura del filosofo Ludwig Wittghenstein realmente catturato sul fronte di Trento alla fine del 1918 delle truppe italiane. Dall'incontro avviene una inaspettata metamorfosi dei due protagonisti, insieme a quella del rapporto amici/nemici, nell'epoca dell'epidemia di spagnola che mieteva vittime civili peggio di una guerra e di quella di tifo che massacrava i campi di detenzione. E per effetto del lavoro - subalterno, faticoso, sfruttato, nei campi - ma anche dalla memoria non scontata delle persone che si misura con segreti e sentimenti inconfessabili, cresce tra "diseguali", com'è realmente accaduto, inaspettata e misteriosa la pianta della solidarietà.
19,00

Dove ricomincia la città. L'Italia delle periferie. Reportage dai luoghi in cui si costruisce un Paese diverso

Francesco Erbani

Libro: Copertina morbida

editore: MANNI

anno edizione: 2021

pagine: 240

La cronaca restituisce un'immagine univoca delle periferie, fatta di disperazione e di criminalità, oppure di rivolte, quasi che queste siano le uniche occasioni in cui si squarcia il velo del degrado. Francesco Erbani si mette in viaggio, da Nord a Sud, alla ricerca di ciò che rende le periferie anche un luogo in movimento, dove si sperimentano iniziative di riscatto, di innovazione culturale, di lotta alla povertà educativa, di imprenditoria sociale e di recupero urbano, emerse con più forza proprio durante l'emergenza del Covid-19. Erbani parte dalla storia delle periferie nel Novecento fatta di progetti ad alta densità politica e intellettuale, talvolta conditi di utopismo, talvolta fallimentari; evidenzia le sfumature sia strutturali che sociali della parola periferia; e poi si mette in cammino: Corviale, Laurentino 38 e Tor Bella Monaca a Roma, San Berillo a Catania, Marghera a Venezia, Barriera di Milano a Torino, Scampia a Napoli. Insegnanti, preti, volontariato, cooperative, centri sociali, collaborazioni con le università... In questi luoghi presi a emblema della sofferenza metropolitana emergono un attivismo, un'energia creativa, una capacità di intervento che ha molto da insegnare al resto della cittaà. Un'inchiesta giornalistica fatta in presa diretta tra i vicoli, i "casermoni" e le Vele, ma soprattutto accanto alle persone che ci vivono e ci lavorano.
15,00

Il naufragio del Mentor. I marmi del Partenone e la guerra per il dominio d'Europa

Marta Boneschi

Libro: Copertina morbida

editore: Luiss University Press

anno edizione: 2021

pagine: 232

Quando, il 17 settembre 1802, il brigantino Mentor affonda all'imbocco del porto di San Nicolò nell'isola di Cerigo, pochi sanno che sta trasportando una grande quantità di opere d'arte sottratte al Partenone, all'Acropoli di Atene e ad altre località della Grecia. La spoliazione sta avvenendo per mano di un aristocratico scozzese, Thomas Bruce, settimo conte di Elgin, che sta impegnando gran parte delle sue energie a traslocare in patria i tanti tesori, o a salvarli, come lui è fermamente convinto, dall'incuria, dai furti e dalla distruzione. L'avventurosa storia dei marmi del Partenone che Marta Boneschi ricostruisce in questo libro non è soltanto una vicenda centrale per la storia dell'arte. È attorno a queste "poche pietre di nessun valore", come Elgin le definì, che si svolge la storia delle identità nazionali europee e della loro emersione: oltre che con l'uso delle armi, infatti, le grandi potenze dell'epoca si scontrarono anche sul particolare campo di battaglia della supremazia culturale, con il possesso e l'esposizione delle antichità che divenne un elemento centrale di prestigio e ostentazione di potenza. Il naufragio del Mentor, ripercorrendo la vicenda dello sfortunato viaggio dei "marmi di Elgin" verso l'Inghilterra e quella del loro recupero, ricostruisce un momento centrale della storia del Vecchio Continente. Napoleone, l'Ammiraglio Nelson e il Sultano Selim III, Antonio Canova e Giovanni Battista Lusieri, Lord Byron e John Keats sono solo alcuni dei protagonisti di una questione ancora aperta che vive nel dibattito sull'appropriazione del patrimonio culturale e nell'eco stessa di ciò che oggi significa essere europei.
19,00

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