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Economia

Misurare ciò che conta. Al di là del Pil

Joseph E. Stiglitz, Jean-Paul Fitoussi, Martine Durand

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2021

pagine: 212

Nel 2009 un gruppo di economisti capitanati dai premi Nobel Joseph Stiglitz e Amartya Sen e dal prestigioso economista francese Jean-Paul Fitoussi aveva scritto un rapporto che metteva in dubbio il Prodotto interno lordo (Pil) come strumento di misura del progresso e del benessere. Ciò ha dato il via a una discussione globale in relazione al Pil e a un importante movimento tra studiosi, decisori politici e attivisti, per cambiare il modo con cui misuriamo le nostre economie. Ora con "Misurare ciò che conta" Stiglitz, Fitoussi e Martine Durand - ricapitolando le riflessioni di un comitato di esperti sulla misurazione della performance economica e del processo sociale, promosso dall'Ocse - propongono una nuova agenda, «oltre il Pil». Il volume offre una panoramica di tale movimento globale negli ultimi dieci anni e propone un nuovo armamentario di metriche per stabilire la salute di una società, incluse misure sulla diseguaglianza e la vulnerabilità economica, sulla sostenibilità ambientale e su come le persone percepiscono la propria vita.
18,00

L'economia cinese nel XXI secolo

Alessia Amighini

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2021

pagine: 200

Giunta al suo 70º compleanno il primo ottobre 2019, la Repubblica Popolare Cinese vanta con grande orgoglio successi materiali raggiunti sul fronte economico: oggi gran parte della popolazione gode di un tenore di vita incomparabilmente più elevato di pochi decenni fa e il paese è diventato uno dei pilastri dell'economia mondiale. L'ascesa della Cina nel mondo è senza dubbio la più grande sfida mai aperta a uno dei principi cardine della filosofia liberale: l'importanza della libertà politica per la crescita economica. La transizione «dal piano al mercato» è stata perseguita introducendo quest'ultimo in un sistema economico altrimenti controllato dal partito. Il «socialismo con caratteristiche cinesi» è una combinazione eccezionale di abile concezione della politica economica e del meccanismo di mercato, unico caso di successo di capitalismo di stato.
14,00

Una teoria dell'imperialismo. Il viaggio delle merci

Utsa Patnaik, Prabhat Patnaik

Libro: Copertina morbida

editore: Meltemi

anno edizione: 2021

pagine: 304

Che fine ha fatto l'imperialismo? Ormai scomparso dall'attuale panorama del dibattitto pubblico, Prabhat e Utsa Patnaik insistono sull'urgenza del tema, indagando le relazioni commerciali che governano il rapporto tra le economie del Nord del mondo e i paesi tropicali e subtropicali del Sud globale. Seguendo le rotte delle merci - prodotti agricoli e petrolio, in primis -, i due economisti indiani mostrano come l'imperialismo oggi sia più aggressivo che mai: il Sud del mondo si trova costretto in scomode catene di valore/approvvigionamento che rinforzano il dominio militare, tecnologico-finanziario e persino "energetico" del Nord globale. Malgrado i suoi effetti catastrofici, questa forma d'imperialismo potrebbe essere l'occasione per un nuovo inizio basato sulla resistenza rivoluzionaria dei popoli attraverso il rovesciamento dell'imperialismo stesso, inteso come manifestazione globale del capitalismo. Con un commento di David Harvey.
20,00

Il valore e i valori. Un manifesto per ripensare il nostro presente

Mark Carney

Libro: Copertina rigida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2021

pagine: 684

«Al giorno d'oggi la gente conosce il prezzo di tutto, ma non conosce il valore di niente». Questo celebre aforisma di Oscar Wilde sembra descrivere alla perfezione l'attuale società di mercato, dove il valore di ogni cosa viene assimilato al valore monetario. Una logica che non riguarda soltanto i beni materiali, ma governa in misura crescente tutti gli ambiti della vita, dall'istruzione all'assistenza sanitaria, dalla sicurezza alla difesa dell'ambiente. Una mercificazione alimentata da una fede cieca nei mercati, nella loro intrinseca moralità e capacità di autoregolarsi. Un dogma, questo, che ha dominato il pensiero economico ed è stato abbracciato con disinvoltura anche da molti politici liberal, diventando un modello di comportamento sociale. Fino a quando le tre grandi crisi del nostro tempo ne hanno svelato le fallacie e le mistificazioni. Per Mark Carney, ex governatore della Banca d'Inghilterra e figura di spicco della finanza internazionale, il crollo finanziario, l'emergenza climatica e la pandemia di Covid-19 sono, infatti, l'esito di una progressiva dissoluzione dei valori in nome di un unico valore, quello del profitto a ogni costo. Un profitto per pochi, ovviamente, con ricadute pesantissime per la maggior parte della popolazione mondiale, esclusa dalla redistribuzione della ricchezza, penalizzata nelle opportunità e vittima di disuguaglianze sempre più profonde. Eppure, queste tre crisi ci suggeriscono una nuova direzione da intraprendere, verso un'economia orientata alla crescita ma attenta al suo contenuto e alla sua qualità. Sostenibilità, resilienza, equità, solidarietà, responsabilità: sono alcuni dei valori che, secondo Carney, dovrebbero guidare il capitalismo del XXI secolo, incarnandosi tanto nelle politiche degli Stati quanto nelle strategie aziendali al fine di coniugare ricerca del profitto e promozione del bene collettivo. Perché, oltre ai frutti della Quarta rivoluzione industriale e alle opportunità della globalizzazione, in gioco ci sono il futuro delle prossime generazioni e la sopravvivenza stessa del nostro pianeta. Documentato e appassionato, "Il valore e i valori" non è solo una spietata critica intellettuale al fondamentalismo del mercato, ma uno strumento per capire il presente e le sfide che ci attendono.
28,00

Il tesoro agricolo del Mezzogiorno d'Italia. Rapporto Fondazione Edison-Confagricoltura

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2021

pagine: 192

Questo volume, realizzato in collaborazione con Confagricoltura, tratta dell'importanza del settore agricolo del Mezzogiorno d'Italia e, in particolare, si focalizza sulle produzioni vegetali fresche e di prima trasformazione più legate alla cosiddetta «dieta mediterranea». Si mette in rilievo, anche tramite confronti europei e internazionali, il ruolo preminente dell'agricoltura italiana e segnatamente del Sud e delle Isole, in particolare nelle coltivazioni orticole: una risorsa, quella degli ortaggi coltivati in piena aria e in serra, che dovrebbe essere valorizzata molto di più sul piano produttivo e anche su quello dell'immagine internazionale del nostro Paese. Il saggio introduttivo fornisce un quadro generale delle principali produzioni agricole a cui il Mezzogiorno contribuisce in modo rilevante, spesso con posizioni di assoluta preminenza in Europa. In due successivi distinti contributi, si approfondisce la rilevanza di due ortaggi in cui l'Italia eccelle ed è in entrambi i casi il primo produttore mondiale: il carciofo e il finocchio. Segue un saggio dedicato alle produzioni DOP, IGPe STG del Mezzogiorno. Infine, chiudono il volume alcune riflessioni su una nuova possibile strategia per l'agricoltura italiana.
18,00

L'invenzione della proprietà. La destinazione universale dei beni e i suoi nemici

Cesare Salvi

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2021

pagine: 240

Nel 1840 Pierre-Joseph Proudhon si domandava: «Che cos'è la proprietà?», e dava la celebre risposta: «È un furto». La proprietà dei moderni è stata inventata da pochi secoli, ma la divisione tra chi ha e chi non ha è molto antica, e il dibattito tra chi la giustifica e chi la critica ha attraversato l'intera storia umana. Oggi si intreccia con il nodo irrisolto del rapporto tra libertà economica e democrazia, tra proprietà di alcuni e governo di tutti. Il mondo sarà governato dal neoproprietarismo dominante o dalla destinazione universale dei beni, di cui parlano le encicliche di papa Francesco? Il libro esamina i complessi nodi della questione della proprietà privata e indica un punto di vista per la revisione dell'ideologia e delle regole del neoproprietarismo.
14,00

Capitalismo. Il futuro di un'illusione

Fred L. Block

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2021

pagine: 288

«Fino a quando avremo classi dirigenti ed élite economiche convinte di essere prive di margini d'azione e di riforma, perché certe che il capitalismo sia un sistema immutabile e dunque non riformabile, ci troveremo di fronte al rischio di una riedizione delle tragedie degli anni Trenta, con un panorama popolato da pericolose figure autoritarie in grado di prendere il potere e di paventare la minaccia di un'altra guerra mondiale» Il capitalismo è di sinistra e non è un sistema immutabile ma una creazione umana. Sono queste le tesi a tratti provocatorie del libro di Block che, rimettendo in gioco sia la versione di sinistra sia quella di destra del determinismo economico, ci mostra che le possibilità di costruire un'economia che risponda meglio ai bisogni umani sono in realtà molto meno limitate di quanto normalmente immaginiamo. Con un intervento lucido e vivace, da sinistra, Block risponde a coloro che si limitano a preconizzare l'imminente fine del capitalismo, inteso come proprietà privata, libertà d'impresa e lavoro salariato, e cerca soluzioni che salvino gli aspetti positivi di questo modo di produzione e tuttavia tengano sotto controllo i molti aspetti negativi degli accordi economici che governano il mondo.
16,00

Breve storia della decrescita. Origine, obiettivi, malintesi e futuro

Serge Latouche

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2021

pagine: 144

«Decrescita»: che cosa si intende esattamente con questa parola? Un'inversione della curva di crescita del prodotto interno lordo, indice statistico che dovrebbe misurare la ricchezza? La fine dell'ideologia della crescita, ovvero del produttivismo? Se la crescita è una fede nel progresso, allora la decrescita può sembrare la cifra di una perdita. Serge Latouche ci spiega che non è così. Mentre l'idea di una crescita infinita è negata in modo sempre più evidente dai limiti del pianeta, il mito della ricchezza e della produttività svela ogni giorno di più il suo lato oscuro. È infatti sempre più probabile che, al di là di una certa soglia, l'aumento del PIL implichi una diminuzione del benessere. Nella società della produttività illimitata non aumentano solo le disuguaglianze, anche la felicità promessa ai «vincenti» si rivela un'illusione. All'aumento dei consumi corrisponde il degrado della qualità della vita (l'acqua, l'aria, l'ambiente), il ricorso sempre maggiore a strategie di compensazione (medicine per lo stress e altre patologie, i viaggi, lo svago), l'aumento dei prezzi di beni essenziali ogni giorno più scarsi (acqua, energia, spazi verdi). La soluzione per Latouche è la decrescita. Che significa rompere con la società della crescita, con l'economia capitalistica, con il produttivismo e con l'occidentalizzazione del mondo. Ma anche recupero di quanto in questi anni è andato perduto: un senso del sacro che restituisca legittimità alla dimensione spirituale dell'uomo, in forme anche completamente laiche. La decrescita come arte di vivere. Un'arte sobria e dalle forme variegate, di volta in volta da inventare e da costruire, un'arte, soprattutto, volta a vivere bene: in accordo con se stessi e con il mondo.
16,00

Una nuova Germania per l'Europa? L'economia e l'animo tedesco

Giangiacomo Nardozzi

Libro: Copertina morbida

editore: Brioschi

anno edizione: 2021

pagine: 160

Germania, anno 2021. Si conclude l'era di Angela Merkel, abilissima mediatrice tra gli interessi tedeschi ed europei. La cancelliera ha infine mostrato che il suo paese può avere un volto diverso. Non solo arcigno, ma anche benevolo, verso i partner più fragili, indeboliti negli ultimi tempi dalla minaccia esterna della pandemia. Il nuovo corso di Berlino ha dato una svolta all'immagine dell'Unione Europea, divenuta capace di mostrare il suo valore in tempi difficili. Rimane tuttavia da capire se la crisi provocata dal nuovo Coronavirus non andrà sprecata, se farà progredire il cammino verso un'Europa più unita. È un cammino che molto dipende da cosa vuole essere la Germania post-Merkel. Da come risolverà il conflitto ancora presente nell'animo tedesco. Che vede, da un lato, la volontà di ordinare l'Europa secondo i principi che regolano la sua democrazia, la sua società e la sua economia. E, dall'altro, il desiderio di "stedeschizzarsi" nel bisogno di Europa. Alla luce di questo dissidio interiore l'autore legge la storia della Repubblica Federale Tedesca nella sua integrazione europea. Una storia assai istruttiva per dare una risposta alla domanda del titolo di questo libro. Una risposta che tiene anche conto del molto che potrà fare il capo del governo italiano Mario Draghi, per il bene dell'Unione Europea e, in fondo, della stessa Germania.
16,00

La situazione della classe operaia in Inghilterra

Friedrich Engels

Libro: Copertina morbida

editore: Pgreco

anno edizione: 2021

pagine: 388

Tra il Settecento e l'Ottocento, periodo cruciale per l'evoluzione del capitalismo e del movimento operaio in tutta l'Europa occidentale, si assiste, soprattutto in Inghilterra, a una fioritura di pamphlet e di studi di denuncia sulle condizioni di vita dei poveri. Da questi, il libro di Engels si distacca non solo perché è il primo a trattare della classe operaia nel suo insieme, ma soprattutto in quanto è antesignano di quel che sarà poi il metodo d'inchiesta operaia (analisi delle condizioni di riproduzione sociale, delle condizioni igienico-abitative, delle condizioni di lavoro in fabbrica). Oltre a condurre un'indagine sulle condizioni di vita e lavoro del proletariato, Engels sviluppa un'analisi generale dello sviluppo del capitalismo industriale, dell'impatto sociale dell'industrializzazione e degli effetti politici e sociali da essa provocati, del fenomeno dell'urbanizzazione, del lavoro minorile e femminile, del fenomeno dell'immigrazione lavorativa e del ruolo del movimento operaio. Introduzione Walter Baroni.
22,00

Gemelli diversi. Processi di soggettivazione ed economia di mercato

Emiliano Bevilacqua, Davide Borrelli

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2021

pagine: 256

La nascita del mercato e dell'individuo moderno procedono di pari passo. Tanto la sagoma dell'uomo egoista e competitivo quanto il profilo di una soggettività sociale e alternativa si palesano in un fitto dialogo tra i bisogni e i desideri personali e la logica contraddittoria degli scambi economici. La nascita dell'economia politica, la sociologia classica e il pensiero filosofico contemporaneo vengono convocati per osservare i conformismi e le resistenze che la matrice economia-soggettività dissemina nel corso della storia. Ne emerge un quadro che dimostra come gli interrogativi sulla soggettività contemporanea siano stati, con sbalorditiva frequenza, strettamente intrecciati alle domande sul senso della vita economica. Consapevoli delle conseguenze culturali che il capitalismo esercita sulle persone, gli autori di questo libro ci guidano in un viaggio nei luoghi classici del pensiero moderno con l'obiettivo di chiarire (e contestare) la manipolazione della personalità che il mercato ha operato nel corso del tempo. Un volume che interroga le cause di un presente segnato dal capitalismo della sorveglianza e dall'omologazione consumistica, ma anche dal disperato bisogno di un mondo cooperativo e solidale.
18,00

La dinamica del capitalismo

Fernand Braudel

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2021

pagine: 104

«Se sembra analizzare soprattutto il mondo di ieri, lo fa in realtà ponendo domande che scaturiscono da problemi collettivi di oggi e fornendo risposte che investono tanto il nostro presente quanto il nostro avvenire» Alberto Tenenti Questo breve e mirabile testo, costituito da tre lezioni tenute in America nel 1977, presenta in forma succinta la personale visione della storia mondiale che Braudel avrebbe esposto di lì a poco nella grande e impegnativa opera «Civiltà materiale, economia e capitalismo». Centrandosi sui quattro secoli dell'età moderna, Braudel mostra come l'economia evolva andando oltre gli scambi locali con lo sviluppo del mercantilismo e la conseguente circolazione delle merci a livello internazionale, soprattutto con l'allargarsi dei mercati oltre i confini del Vecchio Mondo. Nasce un'élite che da questa trasformazione del commercio trae un ingente accumulo di denaro e di potere e dà vita a un capitalismo opaco, nemico della libera concorrenza, che subordina alle sue logiche le gerarchie sociali e sancisce le ineguaglianze fra centro e periferie del mondo.
10,00

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