Il tuo browser non supporta JavaScript!

De Luca Editori d'Arte

Case museo. Tra consonanze e differenze

Libro: Copertina morbida

editore: De Luca Editori d'Arte

anno edizione: 2021

pagine: 120

Il libro è dedicato alle case museo e a coloro che vi hanno abitato. Case di letterati, musicisti, artisti e collezionisti, accomunati dalla volontà di lasciare un segno attraverso le testimonianze custodite entro le mura domestiche, alla ricerca di consonanze e differenze. Sebbene la più antica casa di uno scrittore aperta ai visitatori sia la casa di Petrarca ad Arquà, case e musei letterari registrano nel nostro paese un notevolissimo ritardo rispetto a quanto avviene all'estero, in particolare nell'ambito - fondamentale - dell'allestimento. In questo specifico settore specie i paesi scandinavi e la Germania hanno raggiunto livelli elevatissimi nella teoria e nella pratica. Questa raccolta ha il merito di porre l'attenzione su un fenomeno poco indagato nell'ambito degli studi storico-artistici e di valorizzare l'azione fondamentale che le case museo possono svolgere per avvicinare il pubblico e far conoscere anche realtà talora dimenticate. Dal "Vittoriale degli Italiani", alla casa museo dell'artista Hendrik Andersen, a quella di Henrry James nel Sussex, del collezionista Mario Praz a Roma, definita da Orhan Pamuk "il più bel museo del mondo", alla dimora dei Boncompagni Ludovisi fino a quella di Pierluigi da Palestrina, le case rivelano i loro segreti e le loro storie come in un'autobiografia attraverso gli oggetti, gli arredi, i libri e le opere d'arte ma anche grazie alle preziose e poco note biblioteche e ai molti documenti d'archivio, in alcuni casi non ancora inventariati. Nelle case museo è insita una potenzialità enorme e quasi rivoluzionaria. L'intento del volume è quello di avviare una ricerca e uno studio tesi alla conoscenza di quanto avviene in ambito nazionale ed europeo.
30,00

La collezione Hager-Sportelli. Un dono per Palazzo Sforza Cesarini di Genzano di Roma

Libro: Copertina morbida

editore: De Luca Editori d'Arte

anno edizione: 2021

pagine: 144

La prestigiosa donazione di 114 dipinti, disegni, sculture e incisioni provenienti dalla collezione personale dello storico dell'arte Hellmut Hager e della moglie Maria Antonietta Sportelli al Comune di Genzano di Roma ha trovato la sua sede naturale nel restaurato Palazzo Sforza Cesarini, punto di riferimento culturale per il territorio. Si presenta in questo volume il catalogo ragionato della raccolta Hager-Sportelli, un insieme raffinato di opere d'arte che spaziano tra Barocco, secolo dei Lumi, Otto e Novecento, snodandosi attraverso le stanze del piano nobile dell'elegante dimora, in dialogo costante con il paesaggio circostante, segnato dallo specchio del Lago di Nemi e dal giardino romantico che lo costeggia. Quattro saggi di Adriano Amendola, curatore del catalogo e della collezione, Maria Celeste Cola, Alessandro Agresti e Antonello Ricco conducono il lettore alla scoperta della collezione, in origine arredo della dimora romana di uno studioso che ha segnato gli studi storico artistici del secolo scorso con fondamentali contributi critici, legati soprattutto all'epoca barocca e alla sua architettura. Strumento imprescindibile per la conoscenza del patrimonio di Palazzo Sforza Cesarini, il catalogo permette finalmente di apprezzare appieno e ripercorrere la storia delle opere che compongono la raccolta, di artisti celebri come Guercino, Placido Costanzi, Lorenzo de Caro, Pacecco De Rosa, Johannes Lingelbach, Girolamo Pesci, Antonio Zanchi, o poco conosciuti come Luigi Pansieri, la cui ritrovata sensibile copia del ritratto della pittrice Elisabeth Vigée Le Brun è stata scelta come immagine di apertura per ricordare la presenza della nobildonna artista a Genzano di Roma.
30,00

Casa-museo Mario Praz. Catalogo delle stampe, disegni e acquerelli

Libro: Copertina morbida

editore: De Luca Editori d'Arte

anno edizione: 2021

pagine: 224

Dedicato all'inedita collezione di stampe e disegni, esposta raramente e solo parzialmente, il volume offre una nuova interpretazione critica dell'attività del famoso anglista Mario Praz. A lungo riposte nelle cassettiere del deposito queste carte preziose, curiose e dimenticate escono dall'oblio offrendoci una prospettiva complementare ma non meno saliente dei variegati interessi del collezionista e dei suoi viaggi nel Nord Europa: Inghilterra, Francia, Russia, tutti luoghi amati e visitati alla ricerca di botteghe antiquarie in cui acquistare stampe e acquerelli per soddisfare la sua passione di connoisseur quanto la vocazione di collezionista onnivoro e sofisticato alla ricerca di sempre nuove e romantiche suggestioni.
60,00
48,00

Disegni spagnoli e italiani del Cinquecento della Biblioteca Nacional de España

Libro: Copertina rigida

editore: De Luca Editori d'Arte

anno edizione: 2021

pagine: 360

"Disegni spagnoli e italiani del Cinquecento della Biblioteca Nacional de España" è il risultato di un primo approccio d'insieme all'importante patrimonio grafico del Cinquecento di questa istituzione, realizzato nell'ambito del progetto di ricerca HAR2017-86804-P del Ministero della Scienza e dell'Innovazione di Spagna, diretto dai professori Benito Navarrete Prieto e Gonzalo Redín Michaus. Lo studio intrapreso ha voluto tenere in considerazione l'indiscutibile relazione che legava Italia e Spagna nel Cinquecento, intesa come parte di un'identità mediterranea comune, frutto di scambi, flussi, ibridazioni e influenze degli artisti spagnoli e italiani. Il volume si apre con un'introduzione storiografica a cura di Marzia Faietti che fa il punto sugli studi sui disegni italiani conservati in Spagna effettuati fino agli anni ottanta. A questa fa seguito il saggio di Elena Santiago Páez e Beatriz Hidalgo Caldas sulla provenienza delle collezioni di disegni acquisite nell'Ottocento dall'istituzione spagnola, essenzialmente quelle di Valentín Carderera, José de Madrazo e Manuel Castellano. Da questo punto di vista, lo studio calligrafico delle iscrizioni e dei marchi di collezione è stato fondamentale per tracciare il percorso delle raccolte più antiche, come quella del pittore spagnolo del Seicento Francisco de Solís oppure, nel secolo successivo, quella di padre Sebastiano Resta, oggetto dell'approfondimento di Francesco Grisolia. Benito Navarrete Prieto affronta il tema dell'identità e dell'appropriazione culturale del disegno spagnolo e italiano analizzando i legami tra Spagna e Italia e successivamente Gonzalo Redín Michaus fa un bilancio delle nuove attribuzioni dei disegni italiani della Biblioteca Nacional. Federica Mancini si occupa dei disegni genovesi e dei problemi di attribuzione, avanzando nuove proposte d'indagine, mentre Carlos Plaza fa luce sulle collezioni di disegni di architettura, riflettendo sulla ricchezza di queste raccolte e sul modo di studiarle. Manuel Arias Martínez si concentra sull'importanza dei disegni per i retabli di Gaspar Becerra e sul loro rapporto con i modelli italiani, infine José Ramón Marcaida López analizza in termini metodologici le possibilità di studio per la storia della scienza offerte dai due manoscritti di Leonardo da Vinci che fanno parte del patrimonio della Biblioteca Nacional. Il volume include un catalogo di disegni selezionati a seguito della ricerca e studiati da specialisti della materia: Manuel Arias Martínez, Antonella Chiodo, Elisabetta Fadda, Marzia Faietti, Mauro Vincenzo Fontana, Carmen García Frías-Checa, Antonio Geremicca, Francesco Grisolia, Federica Mancini, Giorgio Marini, Manuela B. Mena Marqués, Francisco Merino Rodríguez, Carmen Morte García, Benito Navarrete Prieto, Elena Parma, Carlos Plaza, Gonzalo Redín Michaus e Patrizia Tosini.
100,00

Espandere i confini. Paesaggio e territorio costiero tra realtà e immagine

Libro: Copertina morbida

editore: De Luca Editori d'Arte

anno edizione: 2021

pagine: 232

Non esiste il paesaggio ma piuttosto tanti paesaggi quanti sono i punti di vista: c'è un paesaggio visto dal geologo, botanico, architetto, urbanista, artista, agronomo, navigatore, mercante, militare, poeta, principe, contadino, filosofo o scienziato... Inteso come uno spazio naturale percepito, organizzato e rappresentato visivamente, esso è il frutto di un'interazione tra l'occhio, le emozioni, la cultura, le aspettative di chi guarda, osserva o contempla, e l'ambiente, sia esso il familiare luogo di origine o quello esotico e fragrante di un altrove. In altre parole il paesaggio è il luogo d'incontro tra natura e uomo e, più sottilmente, tra due o più diversità. Nata all'interno del dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte e Spettacolo della Sapienza, la collana Paesaggi nasce allo scopo di riunire saggi e libri dedicati al tema ambiente, territorio e paesaggio, e caratterizzati da un approccio metodologico nuovo e articolato, fondato su un metodo multidisciplinare e profondamente radicato nella ricerca che oggi si affronta nelle diverse facoltà della Sapienza, Università di Roma. Il primo volume, dedicato al mare, è infatti il frutto di un convegno tenutosi presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, al quale hanno partecipato geologi, antropologi, botanici, architetti, archivisti e, naturalmente, storici dell'arte che lavorano sul tema del territorio, sotto diversi punti di vista. La sfida della collana è di superare i confini della pittura di paesaggio tradizionalmente intesa, per cercare nell'arte, e nella rappresentazione dei luoghi, i segni di una realtà territoriale, della sua interazione con l'uomo, di una cultura -scientifica, letteraria, religiosa, filosofica-, di una politica ed in buona sostanza di un'idea del mondo. Certi che un'efficace tutela dell'ambiente proceda da una conoscenza del territorio, della sua storia, del suo sviluppo e della sua metamorfosi, e dunque del suo rapporto con la propria immagine, riteniamo che un posto centrale, nella ricostruzione di questa storia, vada dato alle arti, spazio della creazione di luoghi reali e immaginari attraverso la rappresentazione del rapporto tra l'uomo e il suo habitat. Tenendo dunque come punto fermo l'aspetto formale e figurativo, i volumi cercheranno di dare una panoramica più ampia possibile di metodi, punti di vista, linee di ricerca, e di fornire qualche spunto di riflessione ad un tema che si annuncia forse il più urgente e cruciale del nostro prossimo futuro.
40,00

Athanasius Kircher. Natura e antico nella Roma del Seicento

Camilla S. Fiore

Libro: Copertina morbida

editore: De Luca Editori d'Arte

anno edizione: 2020

pagine: 168

Athanasius Kircher appare tra gli eruditi più affascinanti ed eclettici della Roma seicentesca, corteggiato sin dal suo arrivo nel 1633 dalle famiglie pontificie dei Barberini, dei Pamphilj, dei Chigi e ricercato nelle cerchie intellettuali italiane e d'oltralpe. Il suo celebre Museo presso il Collegio Romano e la vasta produzione in disparati ambiti, scientifici, linguistici e antiquari, lo rendono ancora oggi una figura chiave dell'età barocca. Attraverso la fitta e copiosa corrispondenza intrattenuta, il volume fa luce sulle relazioni, per la maggior parte ancora inedite, con i paesaggisti Nicolas Poussin, Claude Lorrain, Gaspard Dughet, Crescenzio Onofri, gli eruditi e i mecenati quali Cassiano dal Pozzo, Francesco Maria Brancaccio, Valentino Steber, Filippo Baldinucci, Alessandro Segni, Raffaele Maffei. Gli studi di Kircher sulla natura e l'antico, condotti nella fase più matura della sua attività, risultano strettamente connessi alla cultura figurativa barocca e alla pittura di paesaggio, in particolare quella del gruppo della Bentvueghels. Al pari di un moderno esploratore, il gesuita si addentra nella campagna romana e in quella toscana, seguendo le orme degli artisti che ne immortalavano la natura e le antichità, con l'ambizioso progetto di realizzare i volumi sul Lazio antico e moderno (Latium id est, Amsterdam 1671), e sulla Toscana etrusca mai data alle stampe. Ripercorrendo le vicende delle due guide, il volume individua le fonti figurative, i testi e i monumenti scelti da Kircher per dare voce a un pensiero filosofico-naturalistico, riflesso del nuovo modo di osservare la natura della scienza seicentesca e al contempo delle fragilità, dell'ingenuità e delle contraddizioni di un mondo destinato a finire.
40,00

Viridarium novum. Studi di storia dell'arte in onore di Mimma Pasculli Ferrara

Libro: Copertina rigida

editore: De Luca Editori d'Arte

anno edizione: 2020

pagine: 816

Il volume (dall'orizzonte vastissimo) spazia, attraverso i suoi 110 saggi di importanti studiosi italiani e internazionali, sui temi fondamentali della ricerca e dell'insegnamento di Mimma Pasculli Ferrara, allieva di Luisa Mortari e di Cesare Brandi, protagonista della cultura pugliese, nazionale e internazionale, nei decenni tra la fine del '900 e i primi del XXI secolo. Il volume è un omaggio alle ricerche, alla produzione, all'impegno, agli svariati meriti e risultati della studiosa e si articola analiticamente su Rapporti tra Italia e Spagna in età moderna, Ricerche sulla Puglia, Napoli e l'Italia meridionale, Architettura e città: i centri storici, Tutela, Restauro e valorizzazione dei beni culturali e dei 'giardini storici', Pittura, scultura in legno, in argento e decorazione marmorea fra Cinquecento e Settecento, con un'apertura anche all'Arte contemporanea, alla Musica, all'Archeologia, alla Letteratura italiana e straniera.
100,00

Pittura murale di età angioina in Terra di Lavoro. Il Trecento da Aversa a Minturno

Eleonora Chinappi

Libro: Copertina morbida

editore: De Luca Editori d'Arte

anno edizione: 2020

pagine: 136

La pittura murale nelle terre angioine a nord di Napoli restituisce per tutto il Trecento preziosi frammenti della relazione privilegiata intercorsa tra la provincia e la capitale del Regno, sospinta dal rinnovamento culturale promosso dai nuovi sovrani e diffuso dal patronato laico ed ecclesiastico solerte nel condividere, attraverso le iniziative artistiche, scelte devozionali e tendenze di gusto maturate nell'ambito della corte napoletana. Il volume indaga su fatti artistici inediti o poco noti alla luce delle dinamiche di committenza sottese all'ingaggio e alla circolazione nell'area di maestranze itineranti, artisti accreditati e "anonimi trecentisti", guardando alla questione angioina da una prospettiva nuova che legge e rivaluta, oltre i limiti del silenzio storiografico, il ruolo di primo piano svolto dalla Terra di Lavoro nello scenario culturale del Regnum.
40,00

Palazzo Colonna nel Settecento. Architettura e potere nella Roma del secolo dei Lumi

Alessandro Spila

Libro: Copertina morbida

editore: De Luca Editori d'Arte

anno edizione: 2020

pagine: 480

Fra i più fastosi e antichi edifici di Roma, nel corso del XVIII secolo palazzo Colonna fu oggetto di radicali ristrutturazioni avviate dal contestabile Fabrizio IV e da suo fratello minore, il cardinale Girolamo II, cui si deve anche l'importante incremento delle antiche raccolte artistiche della famiglia. Poco indagata sino a questo momento, la storia del casato durante il secolo dei Lumi viene ora delineata alla luce degli importanti avvenimenti politici di quegli anni, che concorsero a ridisegnare l'assetto delle corti europee. Vicissitudini internazionali che coinvolsero direttamente il papato e l'Eccelletissima Casa Colonna, e che si ripercossero inevitabilmente nei due maggiori interventi architettonici del palazzo, aggiornandone l'immagine quale vera a propria residenza "di stato". A realizzare le nuove costruzioni furono chiamati i maggiori architetti dell'epoca, da Nicola Michetti a Nicola Salvi e Paolo Posi, e i più importanti artisti della corte pontificia, che conferirono all'edificio facies talvolta contrastanti, ma in linea con i rapidi cambiamenti culturali di quegli anni. Interventi puntualmente ricostruiti grazie anche a un ingente corpus documentario, reperito negli archivi Colonna di Subiaco e della Biblioteca Apostolica Vaticana, qui investigati per la prima volta. Gli ammodernamenti inclusero altresì un nuovo progetto per l'antico giardino alle pendici del Quirinale, insieme al riutilizzo delle rovine del grande tempio che qui sorgeva in età antica. Intenzione disattesa in massima parte a causa della prematura scomparsa del cardinale Girolamo II, la cui dipartita segnò emblematicamente l'imminente tramonto del primato della Chiesa di Roma.
80,00

Storia dell'arte (2019). Vol. 1-2

AA.VV.

Libro

editore: De Luca Editori d'Arte

anno edizione: 2020

pagine: 224

Con saggi di: Alessandro Zuccari, Cinquanta anni di "Storia dell'arte", Claudio Strinati Giulio Carlo Argan nel 1969, Matteo Procaccini, Argan e Rotondi: un'intervista sull'"Operazione Salvataggio", Carla Subrizi, La Storia dell'arte di Giulio Carlo Argan, Anna Cavallaro, Il «gaio classicismo». Gli studi e le iniziative di Maurizio Calvesi e della sua scuola sul Quattrocento a Roma e nel Lazio, Fabio Benzi, La dialettica della «quarta dimensione» in pittura tra Futurismo e Cubismo, Antonella Sbrilli, La «ginnastica del linguaggio». Maurizio Calvesi dal sottile enigmismo giovanile all'iconologia della trasformazione, Carlo Ossola, «VEL AC SI veritas» , Andrea Bacchi, Intorno a Bernini. Due statue panneggiate del Barocco romano, Pio Francesco Pistilli, L'avvento del Medioevo. Angiola Maria Romanini e la rivista "Storia dell'arte" (1976-1983), Caterina Volpi, Nemici per la pelle: Giovanni Benedetto Castiglione, Pier Francesco Mola, Salvator Rosa, Gian Lorenzo Bernini e la questione del dissenso, Riccardo Gandolfi, La biografia di Michelangelo da Caravaggio nelle Vite di Gaspare Celio, Raffaella Morselli, Indagini su una ritrovata Educazione della Vergine Maria del periodo italiano di Rubens, Giulia Iseppi, Guido Reni in S. Maria Maggiore a Roma. Nuovi documenti sulla Madonna col Bambino dormiente, Antonio Iommelli, Nuova luce su Giovanni Antonio e Luigi Scaramuccia, pittori perugini, Laura Leuzzi, Edimburgo - Roma 1967, connessioni italo-scozzesi sulle tracce della mostra Contemporary Italian Art alla Richard Demarco Gallery.
136,00

Leoncillo. Terra aria impeto acqua fuoco. Catalogo della mostra (Todi, 14-29 settembre 2019)

Libro: Copertina morbida

editore: De Luca Editori d'Arte

anno edizione: 2019

pagine: 66

Molto stretti furono i rapporti tra la città di Todi e l'importante famiglia del baronaggio romano. Pietro Caetani fu infatti vescovo di Todi dal 1252 al 1276 e suo nipote Benedetto, futuro papa Bonifacio VIII, fu canonico della Cattedrale di Todi nel 1260. Loffredo era il fratello di Benedetto e, dopo che quest'ultimo fu nominato cardinale nel 1281, ebbe la carica di podestà di Todi. Le mura cittadine furono rifatte tra il 1436 ed il 1440 mentre era Signore di Todi Francesco Sforza, vennero rinforzati molti torrioni e fu "serrata" porta Caetana, ossia fu chiusa e aperto un accesso laterale con ponte levatoio. Dopo il 1508 la Torre e l'intera zona circostante divenne proprietà della Congregazione di Santa Maria della Consolazione, l'istituzione preposta alla costruzione e alla cura del tempio bramantesco di Santa Maria della Consolazione e alla gestione dei numerosi pellegrini che qui arrivavano da tutta Europa. Abbiamo così la costruzione di un ospedale per i pellegrini e gli ammalati edificato proprio davanti alla chiesa, inoltre lungo la strada dove si affaccia Torre Caetana si svolgeva la fiera di Pentecoste e furono aperte 18 botteghe sul lato destro e ben 31 sul lato sinistro. In una relazione, datata 21 settembre 1931, riguardo alcuni lavori di sistemazione da eseguire nella zona delle mura della città, dove insiste Torre Caetana, il sindaco di Todi, sicuramente edotto dall'archivista bibliotecario, il nobile avvocato Giulio Pensi, scriveva al comm. Paribeni, Direttore Generale della Sovrintendenza ai Monumenti e Scavi: "Lungo la strada provinciale che costeggia l'antica cinta di mura medievali tuderti poco prima di arrivare al tempio suddetto, esiste ancora una torre che serviva di porta di ingresso alla città. È quasi intatta con la sua merlatura e caditore, la porta ad arco acuto da chiudersi alzando il ponte levatoio, due lunghe feritoie per il passaggio delle catene che la muovevano, lo stemma del comune sopra il detto ingresso. Essa è chiamata porta Caetana perché secondo i documenti del nostro Archivio fu fatta costruire nel 1282 da Loffredo Caetani podestà di questo Comune e fratello di quel Bonifacio VIII che visse i primi anni della sua giovinezza a Todi presso lo zio Pietro, che ne era vescovo, e vi frequentò lo Studio Generale che allora questa Città possedeva e vi accese per il suo amore ai ghibellini le sue prime inimicizie con fra Jacopone. Nell'interno della torre si vedono murati due grandi stemmi di pietra dei "Caetani". Ancora oggi al suo interno è possibile ammirare uno dei due stemmi della famiglia Caetani.
25,00

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo avviso, navigando in questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

Acconsento